Karma

 

KARMA

Andrea Greco, seppur della classe 1978, parte da molto lontano. Pare che si riallacci a quei tratti caratteristici del Movimento Arte Concreta, in cui si accostavano  alla pitture tradizionali quei nuovi strumenti di comunicazione affinché si possa dimostrare una netta convergenza tra arte e tecnica. Verrebbe da pensare all’arte programmata e cinetica, ma Greco è andato oltre, Greco ci riporta in altri scenari, quelli più poetici dell’arte povera, celebrando elementi fondamentali e di sintesi, a volte pura materia. Quella materia più comune, il catrame ed i pigmenti, che esprimono arte pura, evocando la vita passando da ciò che la natura crea. Ed ecco che le opere di Greco assumono un dinamismo, una energia ed una vitalità in quanto capaci di trasformarsi e di racchiudere nei pochi spazi di una tela i sensi dell’odore e del colore insieme. Germando Celant correttamente affermava: "l'insignificante ha iniziato ad esistere". Questi giochi spericolati alla scoperta della materia grezza, come il catrame, hanno origini ancora più storiche nell’arte del nostro novecento, quando si gettarono via pennelli dalle figurazioni precostituite e iniziò una sfida all’ordine, con Alberto Burri e la genesi dell’informale. Una storia della continua ricerca materica e sperimentazioni fra colori ed emozioni forti Andrea Greco ce la riporta in veste contemporanea, come d’incanto.

Alessandro Celli (Ale Artebrixia), 2012

KARMA

Per fare in modo che lo slancio creativo di un pittore informale sia chiaro e digeribile si devono rifiutare le definizioni scolastiche dell’”informale”. È molto più semplice ed anche intelligente lasciarsi semplicemente prendere dal significato che può avere, secondo noi, il lavoro di un artista che nega il profilo, la forma disegnata, e dà corpo al sentire suo intimo. Il fatto è che in una definizione della pittura informale o in un tentativo di racconto dell’arte, ad esempio, di Andrea Greco, si rischia di ingarbugliarsi in concetti tanto pieni di parole quanto infruttiferi. Andrea è uno di quegli artisti mai sazi, accorto e saggio. Lo dice l’attenzione che ha per il creare senza imposizioni razionali, in piena libertà. Il che vuol dire soltanto che la sua progressione pittorica ed il crescere dei suoi preziosi Karma (una rassegna di opere dedicate a faccende dell’anima e perciò indefinibili tout-court) non è altro che un sano tentativo di dar voce alle inquietudini, al rimestarsi, all’alternarsi degli stati del sentire. Lo “sturm und drang” di oggi, fatto di pura pittura. Per evitare qui una noiosa trattazione su vicende del sentimento e dell’espressione, basta solo leggere con cura le sue opere. Curve e salti in avanti e in alto di un segno certo, mai banale, e dosato nel colore con la giusta spavalderia. Intensità di rossi, di blu e di gialli che non rispondono a concetti di riempimento degli spazi, ma di sana, egoistica visione delle cose del mondo. Abbiamo visto più volte i lavori di suoi colleghi che si definiscono “informali”, ma poi assegnano uno spazio preciso ad ogni traccia e ad ogni volume, dipingono con precisione geometrica, cioè il contrario dell’istinto. Greco, invece, vede ancora ed istintivamente il mondo a colori, beato lui. Il suo successo è figlio della coerenza, ma soprattutto del non avere freni e non darne a chi legge il suo lavoro. Ci fa pensare che le sue indagini siano una strada per riconquistare l’immediatezza e la spontaneità del saperci esprimere in maniera libera ed indipendente, come gli artisti dovrebbero sempre fare.

Giorgio Barassi
Rivista d'arte L'Urlo, aprile 2012

 

Full Reviw on best bokkmakers by http://artbetting.net/
Download Premium Templates
Bookmaker No1 in The UK - William Hill by w.artbetting.net

NOTA! Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Per saperne di più sui cookie e su come eliminarli, leggete la nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito